Approccio semiserio alla vita: "Ah Ok"

Osservo come ci siano diversi possibili approcci quando osserviamo o scopriamo le cose (nuove), e come questi approcci siano in grado di influenzarci.
Davanti a qualcosa di nuovo che ci accade, come ci comportiamo?
Alcuni hanno paura e scappano, altri vogliono saperne di più, indagano, cercano di sapere come funziona questa cosa, come si può riprodurla, farla propria, oppure come si possa modificare qualcosa per far si che funzioni meglio; in poche parole cercano una spiegazione del perché e del per come.


Altri restano piuttosto indifferenti, come se non fosse così importante l’esistenza o l’inesistenza di quella cosa. Altri osservano ma non vogliono saperne nulla di più, gli basta quello che vedono… forse per paura di scoprire il trucco e rovinare la sorpresa?


Se penso a me, mi chiedo cosa mi accada quando vedo un tramonto, un paesaggio o quando osservo la natura.
Mi sorgono domande del tipo: “come funziona un tramonto, perché esiste un tramonto, quale funzione ha un tramonto?”.
No! Osservo, mi meraviglio e dico: “Ah ok”.
Quando osservo la natura, un albero o un prato fiorito, mi chiedo come faccia a crescere e a svilupparsi quell’albero, quel prato o la ragione della sua esistenza?
No! Osservo, mi meraviglio e dico: “Ah ok”.
Ora non so quale sia il metodo giusto e se vi sia un metodo giusto o sbagliato nel vivere e osservare quello che ci accade.
Guardo, osservo mi meraviglio e dico: “Ah ok”.

PS.
La stessa si potrebbe applicare alle persone e al rapporto che abbiamo con loro. Potremmo ad esempio voler spiegare il comportamento che le persone hanno con noi o che noi abbiamo con loro: perché con alcuni “funzioniamo” mentre con altri no? Perché alcuni hanno un comportamento con noi e altri ne hanno un altro?
Allora osservo, mi meraviglio e dico: “Ah ok”.

Tratto da “I miei pensieri” di Dharma

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