Come nasce il corso per future madri "Il Grembo Spirituale" (prima parte)

In questo articolo e nei successivi approfondiremo alcuni concetti importanti, partendo dal punto di vista del prenato e del neonato.

Partendo da prove scientifiche, vedremo che i bambini sono fin da subito consapevoli di sé e degli altri e che soprattutto hanno il loro modo di comunicarcelo; possono infatti raccontare la propria nascita, la vita prenatale e farci capire di che cosa hanno bisogno per guarire.

Nel viaggio della nascita attraversiamo diversi mondi, cambiamo forma innumerevoli volte. In ogni transizioni c’è una sfida specifica da affrontare. Purtroppo è raro che i neonati ricevano comprensione, accettazione e compassione dopo i loro traumi pre e perinatali.

E’ quindi di fondamentale importanza trattare il prima possibile i traumi prenatali, dal momento che i traumi primari danno la forma a come saranno percepiti e vissuti gli eventi successivi della vita.

Grembo spirituale, dal concepimento al 9 mese
Il grembo spirituale è il campo di relazione empatico che si crea tra una mamma e il suo bambino nel periodo che va dal concepimento fino ai primi nove mesi dopo la nascita.
In questo campo la mamma viene vissuta come una presenza che dà contenimento, sostegno e accoglienza. Questo è un ambiente in cui la mamma o la persona che si prende cura di noi è presente e capace di rispondere ai nostri bisogni con buone intenzioni, proteggendoci da quelle che Donald Winnicott, (pediatra e psicoanalista) chiamava impingement, che in italiano significa “intrusioni-invasioni”: siamo cioè “protetti da qualsiasi cosa ci allontani dall’essere semplicemente quello che siamo”.

Una relazione fondamentale
Questo campo di accoglienza e di sostegno è fondamentale per il nostro sviluppo, è un campo precoce che ci permette di crescere in maniera naturale senza doverci proteggere e ci aiuta a sviluppare il nostro senso di sicurezza, di interezza e di benessere personale.

Il termine “grembo spirituale” (“womb of spirit”) è stato introdotto da Frank Lake, padre della psicologia pre e perinatale. La comprensione di questo campo di relazione è considerato il nucleo fondamentale delle nostre esperienze di vita ed è la base della creazione del nostro sistema del sé.

Diventiamo ciò che siamo nei primi mesi di vita
Secondo numerosi psicologi e psicoterapeuti (tra i quali D. Stern, J. Bowlby e A. Schore), tutti noi, alla nascita siamo predisposti a stabilire relazioni di attaccamento con le persone che ci accudiscono, abbiamo un’attitudine innata a tessere relazioni con la figura di primaria importanza e a sviluppare le nostre potenzialità secondo le interazioni con essa.

Se il campo di relazione in cui ci troviamo da bambini è empatico e sintonizzato, il nostro sistema si organizza intorno a questo modo di essere e sarà facile per noi svilupparlo per tutta la vita e acquisire la capacità di stabilire relazioni solide.

Successivamente, crescendo, saremo in grado di percepire la natura dei campi relazionali in cui ci troviamo e di distinguere le relazioni accoglienti da quelle che non lo sono.

Grembo spirituale come campo di relazione
Il termine “grembo spirituale” viene usato per descrivere il campo di relazione da essere a essere, e per mettere in luce la natura relazionale all’interno della quale la madre viene vissuta come una presenza che dà supporto, sostegno e accoglienza. E’ un campo di accoglienza spirituale, psico-emozionale e fisico che può essere più o meno nutriente e di supporto.

E’ importante considerare il grembo spirituale come un campo di interazione bidirezionale tra il bambino, la madre e i primi “caregivers” (coloro che accudiscono il bambino).

Questo campo include ciò che è stato trasmesso attraverso il cordone ombelicale, e anche le connessioni più energetiche, istintive e spirituali che sono presenti tra la mamma e il feto-neonato.
Ma è anche una strada a due direzioni, dove il neonato comunica il suo stato alla mamma e questa ha l’opportunità di imparare e di rispondere, a partire dal suo proprio stato interiore. (Lake 1979, 1986a, 1986b).

Lake considera questo campo empatico tra la mamma e il bambino essenziale per uno sviluppo personale sano, per realizzare una maturità psico-emozionale e per un sistema del sé stabile e sicuro. Il piccolo non è perso, come sosteneva Freud, in una simbiotica mescolanza con la madre, ma ha bisogno di tempo e di spazio, per imparare la natura del suo campo relazionale e per imparare a organizzare e mantenere un contatto con questo.

Allo stesso modo Daniel Stern, un ricercatore contemporaneo della relazione tra mamma e neonato, ha notato che il piccolo è chiaramente orientato ai primi
caregivers in una relazione “io – gli altri“e risponde momento dopo momento all’interscambio relazionale.

Modalità di attaccamento con la madre
La natura di questo campo è decisiva nel determinare il modo in cui il piccolo organizza i suoi processi relativi all’interazione, il modo in cui percepisce e risponde a questi. Se il campo in cui l’essere si trova è empatico e sintonizzato, il sistema si auto-organizza intorno a un modo di essere che conosce e quindi cercherà questo campo empatico nel corso della sua vita.

Nel corso del tempo il bambino impara a riconoscere la natura del campo relazionale in cui viene a trovarsi; queste sono le radici di un processo di attaccamento sicuro. Se questo campo sostenente la persona non è invece presente o è in qualche misura disturbato, emergeranno modi di essere più difesi, e saranno generati sistemi di personalità più rigidi. Questa è la radice dei processi di attaccamento insicuri.

Biodinamica Craniosacrale e psicologia pre e perinatale
Durante le sedute di Biodinamica Craniosacrale si incontrano spesso processi che possono essere riferiti alle esperienze più precoci di una persona; possono infatti emergere bisogni irrisolti e ferite vissute nella primissima infanzia. La psicologia pre e perinatale è diventata quindi un fattore molto importante quando si lavora nel campo della Biodinamica Craniosacrale. 

Bibliografia
Bloch, G. (1985). Body & Self. Elements of Human Biology, Behaviour, and Heath. Los Altos, CA: William Kaufmann, Inc.
De Zulueta, F. (1993). From Pain to Voilence. London: Whurr Publishers
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Emerson,W. (1995a). “The vulnerable Prenate.” Paper presented to the APPPAH Congress, San Francisco.
Emerson W.(1993) “Treatment Outcomes” Petaluma, CA: Emerson Training Seminars.
Emerson W. (1995/1996). Treating Birth Trauma during Infancy. 5 DVD
Laing, R.D. (1976). The fact of Life. New York: Pantheon Books
Madig, K., and McKelvey, C (1988). High Risk: Children without a Conscience. New York: Bantam Books.
Michael J. Shea (2009): Terapia Craniosacrale Biodinamica, Somatica Edizioni
Franklyn Sills (2018): Le basi della Biodinamica Craniosacrale (volume 2), Edizioni Na.Me

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