Epigenetica, nulla è definitivo, possiamo permetterci di cambiare

L’epigenetica sostiene che i segnali ambientali influenzano l’espressione genica. Questi sono di due tipi; diretti quando sono esterni e oggettivi, oppure possono essere le nostre interpretazioni della realtà, interne e quindi soggettive.

Quando abbiamo una credenza su qualcosa, questa credenza genera un certo tipo di percezione che fa in modo che tutta la nostra biologia si riorganizza in relazione a questa credenza (credenza che può essere anche positiva, non necessariamente negativa; occorre solamente esserne consapevoli e decidere quale comportamento adottare, mentre altre volte il comportamento positivo porta a cercare il bello anche dove non c’è, volendo vedere il mondo con gli occhiali rosa, ecco quindi la meditazione usata per sfuggire al malessere e al dolore, l’utilizzo del farmaco per alleviare il malessere senza poi risolvere alla radice del male e così via). Quello che succede è che questa percezione sta governando la nostra biologia.

Mangiare sano e vivere in un ambiente sano e naturale alla fine non è che una credenza (positiva) e aderire a questa credenza con un comportamento sano inevitabilmente ci porta dei vantaggi.

Però gran parte delle percezioni si manifestano come credenze limitanti o auto-sabotanti relative a quello che siamo o non siamo in grado di fare come ad esempio essere deboli, fragili, incapaci, indifesi dalle avversità della vita e dell’ambiente. La maggior parte di queste percezioni diventano poi dei programmi automatici nel nostro subconscio, degli automatismi che prendono il sopravvento nei nostri comportamenti, diventano abitudinari senza renderci conto di ciò.

Secondo i neuroscienziati mentre viviamo la vita con le intenzioni e i desideri della mente cosciente, il 95% del nostro comportamento è guidato dalla mente su conscia, composta dai programmi e dalle credenze che abbiamo ricevuto da altri nei primissimi anni di vita (a partire dai genitori, dagli insegnanti e da tutte quelle figure con cui abbiamo avuto relazioni nella nostra infanzia).

Si comprende che diventare più coscienti, approfondire la propria capacità di riconoscere i pensieri, le credenze, percepire le proprie sensazioni corporee, esplorare le proprie emozioni e i propri sentimenti, essere presenti alle immagini e ai ricordi che permangono dal passato ed essere consapevoli delle modalità con cui tutto questo influenza le nostre scelte quotidiane diventa di fondamentale importanza per vivere una vita più integrata e in salute.

Diventare coscienti delle proprie credenze, percezioni, emozioni e pensieri è necessario per rimanere in buona salute.

Approfondirsi nelle percezioni sensoriali del corpo può diventare fonte di grande saggezza.

Ecco l’importanza della Mindfulness e del contattare il nostro corpo così com’è e da lì poi partire nel viaggio della vita.

Tratto e commentato dal libro “Biodinamica Craniosacrale basata sulla Mindfulness”

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